Dalla Coppa del Mondo dell’Orto nasce una nuova idea di scuola
Tutto è iniziato dall’idea di due insegnanti della classe 1A, Pietro Patti e Luana Longo, di partecipare alla Coppa del Mondo dell’Orto, un progetto educativo internazionale che coinvolge scuole di diversi Paesi accomunate dalla convinzione che l’orto possa essere molto più di uno spazio da coltivare: un luogo di incontro, apprendimento, crescita e condivisione.
Il percorso si è sviluppato attraverso tre fasi, ciascuna conclusa da una sfida finale. Per affrontarle, gli alunni sono stati coinvolti in attività trasversali, laboratoriali e creative che hanno trasformato la scuola in un ambiente vivo, aperto e profondamente partecipato.
Fin dall’inizio il filo conduttore del progetto è stato l’orto, inteso non soltanto come spazio fisico, ma come esperienza educativa capace di mettere al centro collaborazione, sostenibilità, scoperta e inclusione. I bambini hanno imparato attraverso il fare, sperimentando attività concrete che hanno dato valore all’esperienza diretta e al lavoro condiviso.
Nel corso dell’anno sono state realizzate creazioni utilizzando materiali di recupero, attraverso attività manipolative che hanno stimolato fantasia, creatività e sensibilità ambientale. Le mani sono diventate uno strumento fondamentale di apprendimento: i bambini hanno toccato i semi, scavato nella terra, preparato il terreno e osservato da vicino i processi della natura.
Questo rapporto diretto con la terra ha rappresentato uno degli aspetti più significativi dell’intero percorso. Attraverso gesti semplici ma profondi, gli alunni si sono riconnessi ai ritmi naturali, alla cura e all’attesa. Per molti di loro, abituati a vivere in contesti urbani dove il contatto con la natura è limitato, è stata un’occasione rara e preziosa per sporcarsi le mani, osservare la nascita delle piante e sentirsi parte integrante dell’ambiente che li circonda.
L’orto è diventato così uno spazio educativo, emotivo e relazionale, capace di creare un legame autentico tra i bambini e la natura.
Gli alunni hanno partecipato anche alla progettazione concreta dell’orto: dalla definizione degli spazi alla realizzazione dell’impianto di irrigazione, fino alla scelta degli abbinamenti tra le diverse colture. Attraverso queste attività hanno scoperto l’importanza dell’equilibrio naturale, della cooperazione tra le specie vegetali e della responsabilità condivisa nella cura di un bene comune.
Accanto al lavoro nell’orto è stato sviluppato un percorso dedicato agli insetti amici dell’ambiente. La maestra Chiara Grandi, insieme ai bambini, ha realizzato insetti in tessuto e altri materiali, trasformando il laboratorio creativo in un’esperienza narrativa. Dalle loro idee è nata una storia collettiva che ha portato alla realizzazione di un libro originale costruito interamente a partire dalla fantasia e dall’immaginazione dei bambini.
Il progetto ha coinvolto anche il territorio attraverso una passeggiata di trekking guidata dall’esperta di botanica Laura Piaggi, durante la quale gli alunni hanno imparato a riconoscere le piante spontanee locali e a osservare la natura con maggiore consapevolezza. Durante il percorso si è svolto inoltre un incontro con il professor Mauro Tolomelli, esperto del Navile, che ha proposto un laboratorio dedicato agli insetti e all’impollinazione, approfondendo il ruolo fondamentale che questi organismi svolgono per l’equilibrio degli ecosistemi.
Di particolare rilevanza è stata la collaborazione con l’Università di Bologna. Grazie all’impegno della dottoressa Serena Marchionni, della Facoltà di Scienze Naturali, i bambini hanno vissuto un’esperienza straordinaria tra orti, piante rare e preziosi volumi scientifici. La collaborazione con la Facoltà di Agraria ha inoltre permesso loro di conoscere un patrimonio librario antico e di inestimabile valore, avvicinandoli al mondo della ricerca e della conoscenza scientifica.
L’esperienza si è conclusa con un momento simbolico e conviviale di grande significato. Utilizzando i prodotti coltivati nell’orto, i bambini hanno preparato una zuppa speciale con la quale hanno partecipato al Festival Internazionale della Zuppa. Un gesto semplice ma ricco di valore, capace di racchiudere il senso più profondo dell’intero percorso: seminare, coltivare e condividere.
Un ruolo importante nello sviluppo e nella crescita dell’intero progetto è stato svolto anche dalla Dirigente Scolastica, Marianna Di Mauro, che ha accompagnato il percorso con attenzione, fiducia e partecipazione concreta. Fin dalle prime fasi ha creduto nel valore educativo dell’iniziativa, sostenendola e seguendone l’evoluzione attraverso la sua presenza in diversi momenti significativi. La sua vicinanza ha rappresentato per insegnanti e bambini un segnale importante di fiducia verso una scuola che mette al centro l’esperienza, la partecipazione attiva e il benessere degli alunni. Grazie al suo sostegno, il progetto ha potuto consolidarsi come esperienza condivisa dall’intera comunità scolastica.
Nel corso dei mesi, la coltivazione è diventata progressivamente una vera e propria metafora della vita. Prendersi cura di un seme, attendere con pazienza la sua crescita, proteggerlo e accompagnarlo nel suo sviluppo ha permesso ai bambini di comprendere il valore profondo della cura come atteggiamento quotidiano. Una cura che non riguarda soltanto le piante o l’ambiente, ma che si estende naturalmente alle persone.
Da questa esperienza è emersa una dimensione sociale particolarmente significativa: imparare a coltivare significa anche imparare a riconoscere e sostenere ciò che è più fragile. Così come ogni pianta necessita di attenzioni diverse per poter crescere, anche ogni bambino ha bisogni, tempi e caratteristiche uniche che meritano rispetto e ascolto. Questo approccio ha favorito la nascita di dinamiche positive all’interno della classe, dove i bambini hanno imparato ad aiutarsi reciprocamente e a considerare le differenze come una ricchezza.
La Coppa del Mondo dell’Orto non è rimasta soltanto un progetto scolastico. Da questa esperienza è nata una vera e propria nuova visione di scuola, capace di trasformare il modo di vivere l’educazione.
L’orto è diventato il simbolo di una scuola accogliente, inclusiva e partecipativa, dove ogni bambino, con la propria storia, la propria cultura e la propria sensibilità, trova spazio per crescere insieme agli altri. Proprio come in un orto convivono specie diverse che si sostengono reciprocamente, anche nella scuola le differenze diventano una risorsa capace di generare armonia, coesione e forza collettiva.
Alla conclusione del progetto si è aperta una fase forse ancora più importante: quella del passaggio delle conoscenze.
Questo passaggio è avvenuto attraverso gesti simbolici e profondamente significativi. Tra questi, l’incontro con un contadino “speciale”, Stefano Grandi, che ha condiviso con i bambini l’esperienza di una vita dedicata alla cura del creato. Altrettanto emozionante è stata la consegna dei semi coltivati nell’orto ai bambini della scuola dell’infanzia, come simbolo di un’eredità da custodire e far crescere nel tempo. Insieme ai semi è stata donata anche una favola nata dal progetto stesso, capace di raccontare il significato più autentico dell’esperienza vissuta.
La visione educativa sviluppata dagli insegnanti insieme ai bambini è andata ben oltre una semplice esperienza didattica. Attraverso il lavoro nell’orto, la collaborazione, il passaggio dei saperi e la valorizzazione delle differenze, è emerso un modello educativo fondato sulla partecipazione attiva dei bambini e sulla costruzione condivisa della conoscenza.
A coronamento di questo straordinario percorso è arrivato un riconoscimento inatteso e profondamente emozionante: la scuola si è classificata al primo posto tra 177 istituti di scuola primaria italiani partecipanti alla Coppa del Mondo dell’Orto.
La comunicazione della vittoria è avvenuta attraverso una visita speciale della dottoressa Francesca Polidoro, referente dell’Associazione Landestini e responsabile nazionale del progetto, che attraverso un’attività laboratoriale ha annunciato direttamente ai bambini il prestigioso risultato raggiunto. Un momento di grande emozione che ha premiato il lavoro, l’impegno e la passione condivisi durante l’intero anno.
Il valore di questo percorso è stato riconosciuto anche oltre i confini della scuola. L’esperienza maturata, la qualità del lavoro svolto e la visione educativa sviluppata nel corso del progetto hanno portato gli organizzatori a coinvolgere gli insegnanti nell’organizzazione delle future edizioni del Campionato del Mondo dell’Orto.
L’idea di scuola nata da questa esperienza è così diventata un punto di riferimento per altre realtà educative, chiamata a offrire consulenza, condividere buone pratiche e accompagnare nuove scuole nell’avvio dei loro percorsi. Non si tratta semplicemente di raccontare un’esperienza riuscita, ma di contribuire concretamente alla costruzione di una comunità educativa internazionale fondata sullo scambio di conoscenze, esperienze e visioni pedagogiche.
Al centro di questa prospettiva vi è il bambino, riconosciuto come protagonista autentico del proprio percorso di crescita. L’educazione viene intesa come un processo che nasce dall’ascolto, dalla partecipazione e dalla fiducia nelle capacità dei più piccoli di apprendere, condividere e diventare a loro volta portatori di conoscenza.
La Coppa del Mondo dell’Orto è diventata così molto più di un progetto internazionale: rappresenta il punto di partenza di una nuova idea di scuola, nata dalla terra, cresciuta attraverso le mani dei bambini e destinata a continuare a germogliare nel futuro.





